24 novembre 2019Temi: , Campagna di prevenzione della violenza maschile sulle donne

manifestino 2019_2Ritorna la campagna di prevenzione della violenza maschile sulle donne iniziata lo scorso anno scolastico e promossa dall’Associazione Nondasola con il coinvolgimento di studenti e studentesse. Questa settimana si colora di fucsia con l’affissione, nella maggioranza delle scuole di secondo grado di Reggio Emilia, di due nuovi manifesti: Cosa c’è di strano? Niente! Due affermazioni, scelte tra le tante, raccolte durante l’attività di prevenzione e formazione anche con studenti e studentesse del secondo anno di Scienze dell’educazione di UNIMORE.

Sulla campagna la voce dei/lle ragazzi/e coinvolti/e:

Abbiamo scelto dei manifesti semplici con frasi dirette per raggiungere lo scopo di mostrare che in amore nulla è da dare per scontato. Una violenza può essere interrotta con il risuono delle parole che abbiamo scelto proprio come sirene d’allarme.

Ricordiamo che nei manifesti c’è anche un simbolo: un uguale che mette al pari l’uomo e la donna, ma anche stesse gambe che vanno insieme verso una stessa direzione. Gambe che rappresentano una scelta: nessuno prevale sull’altro ma insieme camminano con lo stesso passo.

Dal 1999 con il progetto In-differenza l’associazione Nondasola ha avviato un’attività di formazione, con finalità di prevenzione. A oggi sono state coinvolte più di 16000 studenti/esse.

Da anni sentiamo la necessità di muoverci nei contesti formativi per far conoscere il fenomeno della violenza, le sue caratteristiche e le strategie di contrasto, per diffondere la cultura della non violenza contro le donne. Il nostro lavoro di prevenzione è una sollecitazione costante a guardare alla differenza come misura dell’esistente, come possibilità “altra” di vivere relazioni in cui “differenza” non è sinonimo di “disparità”, a riflettere su ruoli e campanelli d’allarme, a portare lo scompiglio, la parola, l’ascolto.

I Manifesti sono promossi in collaborazione con il Liceo Matilde di Canossa e il Comune di Reggio Emilia.

FacebookTwitterGoogle+