28 giugno 2014Temi: , , DarVoce alla Bicamerale Infanzia e adolescenza

LOGO_DVNei giorni scorsi il Centro di Servizio del volontariato di Reggio Emilia DarVoce è intervenuto alla Commissione parlamentare bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza. Al centro dell’audizione la figura dell’Amministratore di sostegno, un istituto (previsto dalla legge 6/2004) che proprio a Reggio Emilia ha trovato una inedita capacità di sintesi da parte di numerosi soggetti. Un possibile modello e stimolo per i membri della Commissione a lavoro sul tema dei minori.

Su invito dell’on Vanna Iori, sono intervenute la direttrice del centro di Servizio DarVoce Lucia Piacentini, Erica Brindisi e Anna Ganapini che hanno illustrato il progetto realizzato da Dar Voce sul territorio reggiano che vede la collaborazione di numerose associazioni di volontariato, enti locali e  anche del Tribunale di Reggio.

Una collaborazione strategica che ha consentito a Reggio Emilia – tra le prime provincie del paese – l’apertura di sportelli informativi e di sostegno su tutti i distretti socio assistenziali del territorio. Un servizio pensato per agevolare i cittadini e i familiari di soggetti deboli nel disbrigo delle pratiche per l’avviamento e la gestione del ruolo di amministratore di sostegno, ma anche per diffondere questo istituto creato a tutela di chi, pur avendo difficoltà nel provvedere ai propri interessi, non necessita comunque di ricorrere all’interdizione o all’inabilitazione.


L’amministratore di sostegno è l’amministratore delle persone dichiarate non autonome, oppure persone anziane o disabili. Viene nominato dal giudice tutelare e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono diventare quindi amministratori di sostegno il coniuge o il convivente stabile, un familiare, ma anche un volontario, oppure associazioni o fondazioni e operatori dei servizi sociali.

Da questa esperienza reggiana emerge come il volontariato possa essere un soggetto attivo nella realizzazione e progettazione del welfare locale. L’esperienza di cui è portatore è una preziosa risorsa per gli amministratori. Anche alla luce della revisione alla legge quadro 266/91 del volontariato che proprio in questi giorni viene affrontata dal parlamento.

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