25 giugno 2014Temi: , Emilia-Romagna terra d’asilo

Prima Regione a inserire esplicitamente i rifugiati tra i destinatari degli interventi previsti dalla legge per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati (L.R. 5/2004), l’Emilia-Romagna si contraddistingue come una “terra d’asilo”, per le numerose iniziative volte a rendere effettivo questo diritto fondamentale.

I dati
Secondo i dati comunicati dalle Questure dell’Emilia-Romagna (escluse le Questure di Piacenza e Rimini), sono 3.765 i permessi di soggiorno attivi al 31/12/2013 – leggermente in calo rispetto al 2012 – rilasciati a favore di immigrati bisognosi di protezione, sotto diverse forme: richiesta di asilo, Regolamento di Dublino, status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria.

Persone, dunque, che non si trovano nel nostro Paese per motivi di lavoro, famiglia, studio, ecc. ma perché in fuga da persecuzioni individuali (religiose, politiche, etniche, di genere), da guerre o da violazioni generalizzate dei diritti umani.

Il dato certamente non esaurisce il totale delle presenze dei rifugiati in Emilia-Romagna, poiché sul territorio regionale vivono persone con permessi di soggiorno rilasciati da altre Questure (tipicamente quelle del Sud Italia, le zone di sbarco), e poiché la rilevazione non include le persone arrivate già a partire dai primi mesi del 2014 in seguito all’avvio dell’operazione “Mare Nostrum” (operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti).

Le presenze risultano essere suddivise in maniera abbastanza equa tra i diversi territori provinciali, nello specifico:
Bologna: 1.079
Ferrara: 332
Forlì-Cesena: 157
Modena: 711
Ravenna: 377
Parma: 523
Reggio Emilia: 586

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