22 giugno 2014 Luigi Bottazzi: il bilancio di 5 anni nel Co.ge regionale

Un bilancio di cinque anni nel cuore del volontariato regionale. Luigi Bottazzi, reggiano doc, dal 2008 ad oggi ha fatto parte del Co.ge, il comitato regionale di gestione dei centri di servizio emiliano-romagnoli. Prima eletto come componente del volontariato dalla Conferenza Regionale del volontariato e poi come selezionato dal collegio interprovinciale (MO-RE). Nel secondo mandato ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente del Co.ge stesso.

Ora, vicino alla conclusione della sua esperienza, è il momento di tirare le somme del lavoro fatto, fra gestione delle risorse, vincoli e istanze/bisogni delle associazioni e delle loro organizzazioni.


ANNO 2012 : sedute Co.ge/ presenza Rappresentanti Volontariato.

21 giugno (insediamento , 3/4), 3 luglio (¾) 11 settembre (¾ ) 8 ottobre ( ¾) 21 dicembre ( 2/4). Argomenti principali trattati all’Odg: Elezioni degli organi, Regolamento interno Co.ge 2012-2014, bilancio preventivo 2013-criteri generali, bilancio preventivo 2013- schema di bilancio, ammissibilità progettazione Csv al 31/5, ammissibilità progettazione Csv al 30/11, Ricerca nuova sede-ricontrattazione migliorativa attuale, Piano Ripartizione 2013: innovazione criteri ed esame risultati , monitoraggio progetto regionale Coge-Csv “ contrasto alle povertà “, presentazione ufficiale risultati progetto regionale, valutazioni ricadute sul sistema, problemi applicazione accordo naz. Acri- Forum T.S. Del 23/6/2010, Commissione Regionale per la progettazione sociale, Conferenza nazionale volontariato Aquila: esiti e valutazioni.
Totale sedute anno: 8.


ANNO 2013: sedute Co.ge/presenza rappresentanti volontariato.

14 marzo (3/4), 23 aprile (2/4),19 giugno (2/4), 19 settembre (2/4), 28 ottobre ( 2/4), 6 dicembre (2/4 ). Argomenti principali trattati all’ Odg: Consuntivo Co.ge 2012, Documento di accompagnamento al bil. Prev. 2012, Progettazione sociale 2013,Sito web:restyling e riduz. costi, Sviluppo sistema informativo ( Cogerri),ammissibilità progettazione CSV al 30/4 e 20/5, Ritardi erogazioni fondazioni bancarie, linee guida ORV rapporti Vol-P.A., Criteri analisi comparative bilanci CSV 2011-12, Criteri Bilancio Prev. 2014, valutazione esiti Accordo naz. Acri- CSVNet del 16.10.2013, Risultati monitoraggio S.P. e C.E. dei CSV, Rinvio approv. A gennaio Piano Ripartizione 2014 per difficoltà applicative accordo.
Totale sedute anno: 6.

Il minor numero delle sedute rispetto all’anno precedente deriva dal fatto che tutta la materia relativa alla progettazione sociale, pur deliberata dal Co.ge, viene istruita e proposta dalla apposita Commissione “paritetica” regionale ( fondazioni/volontariato) frutto di un accordo stipulato a livello nazionale.


3- I fondi erogati e altri dati significativi.

Le Fondazioni di origine bancaria, in base all’art. 15 della legge 266/91, hanno l’obbligo di erogare annualmente 1/15 dei loro avanzi di esercizio (ovvero proventi conseguiti meno spese di funzionamento) ai Centri di servizio per il volontariato (Csv), al netto della riserva obbligatoria (che serve a garantire, almeno in parte, la salvaguardia del valore del patrimonio della Fondazione dall’incidenza dell’inflazione) e della quota di risorse da destinare ai settori rilevanti (pari al 50% delle risorse destinate alle erogazioni).

Per oltre un decennio questo impegno si è sviluppato con regolarità, ma a partire del 2009, con l‘esplosione della crisi economica finanziaria, tuttora pesante , i bilanci delle Fondazioni bancarie incominciarono a registrare una diminuzione percentuale dei loro utili in misura media del 33%, negli anni successivi poi alcune fondazioni della nostra regione non hanno addirittura distribuito avanzi.

Il Coge, sulla base di una direttiva nazionale, nella consapevolezza della sopraggiunta drastica riduzione delle risorse per il Fondo speciale, autorizza i CSV ad adottare una misura prudenziale , quella di accantonare in un “Fondo di stabilizzazione “ parte delle risorse già presenti nei fondi ripartiti per far fronte alle difficoltà economico finanziarie presenti, ma soprattutto future.

L’andamento delle erogazioni nella nostra regione da aprte delle fondazioni mostra questa situazione in modo evidente: euro 14.315.182 (anni 2002-2004) euro 12.788.626 ( anni 2005-2006) euro 8.642.757 ( anno 2007) 13.786.041 ( anno 2008) euro 14.848.755( anno 2009 ) euro 9.683.489 (anno 2010) euro 6.052.932 ( anno 2011).

Il 23 giugno 2010 l’ ACRI, il Forum Terzo Settore, la Consulta Nazionale del Volontariato, ConVol, la Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione e il CSV-Net , a sottoscrivere un Accordo Quadro nazionale a carattere pluriennale che, già a partire dal 2012 ha costretto il “sistema “ ad operare dolorose “ rettifiche “ alle previsioni di una possibile stabilizzazione di fondi nel medio periodo.

Nelle verifiche annuali tra le parti sottoscrittrici dell’Accordo 2010 si è convenuto di arrivare ad un aggiornamento che è sfociato nella prima Intesa del 25 luglio 2012 fra gli stessi firmatari dell’accordo citato. Purtroppo, come ben si evince dalla tabella sopra indicata,la persistente carenza delle risorse da parte del sistema della fondazioni, ha portato ad un nuovo aggiornamento delle disponibilità finanziare da erogare ai CSV. Infatti Il 23 ottobre 2013 è stata sottoscritta una seconda Intesa fra le parti volta a contemperare le esigenze indotte dalle attuali condizioni economiche -finanziarie di scenario nazionale e la salvaguardia delle finalità strategiche originariamente definite dall’Accordo stesso, l’impegno di stabilizzazione dei fondi assume una validità triennale e vale anche per gli esercizi 2015 e 2016, nell’auspicio che la situazione generale non abbia ad ulteriormente peggiorare. Questa intesa, che ha portato anche ad un allungamento dei tempi nell’approvazione del Piano di Ripartizione annuale dei fondi da parte del Co.ge, è risultata alle fine molto sofferta non solo per la ulteriore riduzione dei fondi per i servizi diretti pari a euro 3.243.560 ( al netto del fondo di stabilizzazione di euro 876,170) che va oltre il 9 % rispetto all’anno precedente( e alle stesse previsioni ACRI-Csv.Net di qualche mese prima che attestava la riduzione ad un 5, 9 %), ma anche per criteri applicativi discutibili e non chiari, quale quello dell’utilizzo dei cosiddetti “ fondi esistenti “ ( fondi di stabilizzazione e fondi rischi e/o prudenziali iscritti nei bilanci dei Csv),che hanno creato non facili problemi interpretativi.


4- Alcune “criticità “ nell’evoluzione del sistema

Il mandato dei volontari nel Co.ge 2012-2013 si svolge quando è ormai a regime la legge regionale n.12/2005, che innova fortemente la “governance” complessiva del sistema del volontariato locale e regionale, accentuando i livelli partecipativi. In particolare va ricordato che è fondamentale considerare i cambiamenti avvenuti a seguito della introduzione di questa nuova normativa :

a) l’articolo 16 prevede infatti che il Centro di Servizio presenti annualmente al Comitato di Gestione e al Comitato Paritetico provinciale una relazione illustrativa dell’attività svolta comprensiva del rendiconto tecnico e contabile;

b) l’articolo 18 stabilisce che, con cadenza annuale il Co.Ge. nell’esercizio delle proprie funzioni di controllo, attivi dei procedimenti di verifica sulle attività e sulla gestione contabile dei Csv potendosi anche avvalere del contributo di persone alle quali siano riconosciute elevate competenze ed esperienza professionale nelle discipline economico-contabili.

Le criticità rilevate nel mio mandato di componente del Co.ge, che è durato quasi cinque anni, richiederebbero una riflessione di più vasto raggio, mi limito solo a farne qualche accenno, a futura memoria di coloro che succederanno nell’incarico e per tutti gli amici volontari :

a) i volontari eletti in Emilia-Romagna, pur con una procedura democratica dal basso che non c’è in nessuna altra Regione, non sempre hanno saputo o potuto arrivare ad una definizione unanime delle questioni da trattare (es. un avvicendamento della presidenza del Co.ge, visto che dalla sua costituzione- 1997- il presidente è sempre stato un rappresentante delle fondazioni ; la realizzazione di un “ collegamento nazionale dei rappresentanti del volontariato “ in modo da concorrere alle grandi decisioni che sta assumendo la Consulta dei Co.ge, costituita solo da presidenti di fondazioni, quasi sempre appiattiti sulle “direttive “ dell’ACRI.);

b) i quattro volontari eletti, nonostante la loro buona volontà, sono oggettivamente “ autoreferenziali “ rispetto alle realtà associative e i soggetti istituzionali locali, anche se questa condizione è stata attenuata, ma non risolta, con il loro inserimento automatico quali membri di diritto (con voto) nell’ ORV. ;

c)il crescente rapporto verticistico dei sottoscrittori degli accordi-intese nazionali, fra Fondazioni – Co.ge – CSV.Net, rispetto ai livelli partecipativi regionali e locali delle Odv e delle loro rappresentanze ( Assemblee provinciali, Collegi interprovinciali, CPP, direttivi CSV, Forum o consulte del terzo settore , consulte degli enti locali ) schiaccia gli spazi di autonomia a parità di risorse. Infatti i processi decisionali che contano ( tipo quello del finanziamento ) sono sempre più autoreferenziali: o prendere o lasciare.

E’ proprio il caso dello sviluppo dal 2010 in poi , di accordi , intese, patti , di fatto bilaterali al di fuori dei principi della leggi nazionali o regionali sul volontariato. Sono stipulati sotto la regia di due poteri “forti “: l’ACRI, che eroga i finanziamenti tramite le fondazioni associate, e il CSVNet che vorrebbe sempre di più potenziare il suo ruolo ( vedasi l’ultima Intesa 2013 che assegna quasi un milione di euro per gestire direttamente da Roma progetti per i CSV locali).La tendenza è dunque quella di spingere verso l’alto le sedi di decisione, comportando una riduzione – non giustificata- di autonomia ed una burocratizzazione dell’azione locale, che si riduce a gestire meri sportelli operativi, che, come tali e per loro natura, non sono in grado di sviluppare un confronto e di dare risposte adeguate ai territori.

d) l’interrogativo, che ormai è ineludibile, è se l’attuale sistema dei servizi per il volontariato – che sono alla base e nascono in forza della legge 266/1991, del DM 8-10-1997 e della L.R.12 /2005 – articolato in nove CSV è ancora sostenibile. E’ un tema che va affrontato da subito con coraggio, senza mettere la testa sotto la sabbia, contando su rinvii o complicazioni “politiche “, ma con la consapevolezza che si va vicino- se non si opera con attenzione e lungimiranza – ad un meccanismo delicato. Si è sicuri che la riduzione inevitabile dei finanziamenti da parte delle fondazioni (1/15 o altre forme pattizie, come gli accordi nazionali) debba corrispondere ad una automatica riduzione di costi nei CSV?

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