23 dicembre 2019Temi: , , Via Turri e stazione: i reggiani la vedono così. Sondaggio Cisl

Andrea Sirianni so (Large)Come vedono i reggiani la zona della stazione e via Turri. Quali le maggiori problematicità e quali i desiderata? Sono alcuni dei temi affrontati da un sondaggio promosso nelle settimane scorse da Cisl Emilia Centrale cui hanno risposto 143 persone.

“L’iniziativa – spiegano Domenico Chiatto ed Andrea Sirianni, segretari del sindacato che ha sede proprio in via Turri – è parte di un percorso che la Cisl ha avviato da tempo e che, oggi, cerca di raccogliere, in maniera propositiva, la percezione delle persone che sono state invitate a dire la loro attraverso un sondaggio. L’87% degli intervistati è stato in via Turri e zona stazione una o più volte”. Per il 75% delle persone questa zona è un quartiere problematico “come è noto – commenta il segretario Cisl – ma stupisce che per il 14% delle persone è una zona da vivere, così come altre”. Risulta chiara la percezione della multietnicità del quartiere dato che il 54% delle persone sa che ci sono negozi di diversa nazionalità, ma per il 17% delle persone i negozi sono ancora pochi.  In merito alle problematicità la fetta più grande, 43% delle risposte, va ai temi sociali quali: sanità, prostituzione, spaccio…, quindi, al 25% il tema della immigrazione con presenze non controllate.

“Abbiamo rilevato di grande interesse –  aggiungono i segretari – le richieste che emergono dal sondaggio. Infatti, se il 41% dei cittadini come prevedibile richiede maggiore sicurezza, per il 25% ritiene che sia opportuno mettere in campo una politica abitativa che risponda alle esigenze delle famiglie, mentre il 15% di attivare servizi equiparabili ad altre zone della città, l’8% il creare ulteriori situazioni di aggregazione sociale, oltre a quelle già presenti, il 3% ulteriori zone verdi o spazi qualificati. Solo il 6% degli intervistati non ha saputo rispondere a questa domanda”. E proprio in riferimento a quanto c’è già in via Turri e zona stazione “è positivo il dato che il 51% delle persone sa che già esistono associazioni con diversi progetti sociali nella zona, mentre solo per il 15%, ci sono iniziative sporadiche e solo il 19% ritiene che in questo quartiere della città non venga fatto nulla (i ‘non so’ sono stati pari al 15%)”.

Quali i vantaggi del vivere in questa zona della città? Per il 40% la vicinanza al centro e alla zona stazione, per il 27% il ridotto costo degli immobili, per il 10% (“e questo è un dato davvero di spicco” osserva la Cisl) per il valore della interculturalità (i non so sono stati il 19%).

Cosa vorreste per il futuro? “Le risposte a questa domanda sono in linea con le problematicità rilevate: il 50% degli intervistati chiede un controllo capillare delle abitazioni e di chi vi abita – il sondaggio è antecedente all’operazione di setaccio degli alloggi svolta dal Comune il novembre scorso ndr -, il 30% di rafforzare la rete e le iniziative culturali e sociali, il 13% di rafforzare i servizi sanitari al quartiere, il 4% non so, il 3% altro”.

Questa analisi sulle richieste è stata estesa a artigianato e trasporti: “Il 47% chiede di favorire l’insediamento di piccole attività artigianali, il 24% di migliorare la mobilità e le sue infrastrutture (dai mezzi pubblici alle ciclabili e pedonali), il 23% una politica di incentivo per il commercio. Per gli insediamenti abitativi la “torta” delle risposte è molto equilibrata: 38% per il recupero di spazi a fini della formazione anche di chi vi abita, 30% per una migliore ridistribuzione dei nuclei famigliari, 19% maggiori locazioni da destinare a studenti e lavoratori di alte province (11% i non so, 2% altro).

Il 51% degli intervistati era di sesso femminile e il 49% di maschi, di età compresa tra 18 e 60 anni (per l’83%) e over 60 (17%). Le risposte sono giunte da cittadini che risiedono in città (al 59%), fuori città (33%) e da residenti nel quartiere o zone limitrofe (8%).

“E’ opportuno precisare – concludono i segretari Cisl Emilia Centrale, Domenico Chiatto e Andrea Sirianni – che le questioni emerse dal sondaggio coincidono esattamente con quelle affrontate dal Documento sulla zona stazione presentato al sindaco di Reggio nei mesi scorsi da 13 Associazioni che operano in quella zona unitamente alle Organizzazioni sindacali. Le associazioni nell’individuare piste di lavoro concrete sulle quali costruire future proposte, chiedono di arrivare al più presto alla definizione di protocollo aperto a contributo di tutti e che possa mettere in moto progetti strutturati nell’area di breve, medio e lungo periodo, ricercando il coinvolgimento attivo dei cittadini che là risiedono”.

“Auspichiamo – concludono – che nel prossimo mese di gennaio, l’annunciata disponibilità a sottoscrivere questo Protocollo, possa concretizzarsi nella firma dello stesso per avviare i gruppi di lavoro sui temi che sono emersi dall’indagine stessa”.

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