10 dicembre 2018Temi: , , 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: una riflessione

Oggi 10 dicembre 2018, come è noto, cade il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, per ricordare il suo valore e ribadire tutti insieme i suoi contenuti e valori, che mai come in questo momento sono necessari per riuscire a costruire forme di convivenza più umane e contrastare le nuove forme di razzismo, criminalizzazione della solidarietà e odio per il diverso che vediamo anche nel nostro paese. In oltre 80 città italiane le associazioni
Action Aid, ItaliaAmnesty International, Caritas Italiana, Emergency e Oxfam Italia invitano ad aderire alla manifestazione tutte le persone, le associazioni, le istituzioni e le scuole che condividono questo appello, che mi pare importante conoscere integralmente.
“Il 10 dicembre di 70 anni fa veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, che indica nel rispetto degli uguali diritti di ogni essere umano il fondamento di un mondo libero, giusto e in pace. La Dichiarazione stabilisce eguaglianza e dignità di ogni essere umano e pone in capo a ogni stato il dovere centrale di garantire a tutti di godere dei propri inalienabili diritti e libertà. A oggi, non uno degli stati firmatari ha riconosciuto ai cittadini tutti i diritti che si era impegnato a promuovere.
Nel nostro paese, la negazione nella pratica di questi diritti sta facilitando la diffusione di nuove forme di razzismo, la solidarietà è considerata reato, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza, l’aiuto viene tacciato di buonismo. Oggi più che mai è urgente recuperare quei principi di umanità e di convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione e che la retorica della paura sta cercando di smantellare”

Mi piace ricordare che anche il Club per l’Unesco di Reggio Emilia fin dagli anni 90, sia pure fra alterne vicende nella sua programmazione di attività, ha sempre avuto la sensibilità e il riguardo di celebrare adeguatamente la memoria ed il valore di questa ricorrenza mondiale. Soprattutto avendo cura di coinvolgere, come è stato fatto negli ultimi anni la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Reggio Emilia, il Comune di Reggio Emilia e coinvolgendo sempre Ong ed associazioni che rivolgono una peculiare attività nella concreta opera di difesa, di aiuto e si sostegno per la dignità delle persone che sono alla fame, ferite dalle guerre, emarginate dalle società e dai governi, nelle aree più povere e devastate del pianeta ( es. Save the Children, Emergency, Amnesty, Missioni Estere Saveriane, ecc. ). Vorrei però aggiungere una considerazione personale, che si può riassumere che oggi: i diritti sono la vera sicurezza!

A settant’anni di distanza dalla sua firma, la Dichiarazione rivela ancora l’attualità bruciante del suo contenuto. Lo fa non solo nei troppi luoghi del mondo in cui l’umanità soffre una violenza alla propria dignità, ma anche nel contesto di un paese, come l’Italia, che ha scelto di scrivere nella propria carta costituzionale il valore supremo della persona. La nostra Costituzione e la Dichiarazione delle Nazioni Uniti del 1948 sono figlie della stessa tragica esperienza di dolore e sofferenza, che appare oggi molto lontana nella memoria, soprattutto se vista da un’Europa pacificata da settant’anni di cammino politico ed economico comune. Quanto però viene maturando anche nel nostro paese ci mette in guardia dal pensare che quei principi siano acquisiti una volta per tutte. Si stanno affermando infatti orientamenti e prassi inaccettabili per dei cittadini che hanno a cuore la via tracciata dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma a maggior ragione per dei cristiani, i quali sanno che lo Stato e la politica sono sempre ordinati al bene della persona e alla costruzione della famiglia umana.

Crediamo sia doveroso, in questo momento, ricordare che quella cultura dei diritti umani, che è alla radice della Costituzione repubblicana italiana e della Dichiarazione dei diritti umani, rappresenta l’unico vero strumento per creare sicurezza: perché la vera sicurezza nasce dalla fraternità.

Luigi Bottazzi, past-president del Club per l’Unesco di Reggio Emilia

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