2 luglio 2014Temi: , , Carceri in Regione, i dati

imageE’ stata aggiornata la Sezione Carceri della Guida all’Informazione sociale dell’Emilia-Romagna, uno degli strumenti messi in campo dall’Assessorato alle Politiche Sociali per raccontare il welfare e consentire a chi si occupa di comunicazione di diffondere dati corretti e immediatamente fruibili. A seguire alcuni dati in pillole.

Detenuti. Nei 12 istituti penitenziari della regione sono presenti 3.687 detenuti secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati al 31 dicebre 2013. Di questi, le donne sono il 3,6% e gli stranieri il 52,9%. Il 37% è in attesa di sentenza definitiva (1.374 detenuti), di cui quasi la metà in attesa del primo giudizio. Gli ingressi nel 2013 sono stati 4.005.

Sovraffollamento. Il numero dei detenuti supera di circa 1.100 unità la capienza regolamentare delle carceri, con un tasso di affollamento pari a 142 detenuti per ogni 100 posti letto (la media europea è di 107 detenuti). Dato in diminuzione rispetto al 2012 (154)

Condanne e reati. I condannati con sentenza definitiva sono 2.111 (Dap al 31.12.2013). I reati più diffusi sono quelli contro il patrimonio, contro la persona e contro la legge sulla droga (questi ultimi sono commessi principalmente da stranieri).

Misure alternative. Le condanne non si scontano solo in carcere: nel 2013 sono state 1.671 le persone che hanno usufruito di misure diverse rispetto alla detenzione. Sono infatti 460 i condannati in affidamento in prova ai servizi sociali, 255 gli affidati tossicodipendenti e 507 quelli in detenzione domiciliare (misure alternative), 239 quelli in libertà vigilata (misure di sicurezza) e 285 i lavori di pubblica utilità (misure sostitutive).

Detenuti usciti per effetto della Legge 199/2010 (che disciplina le condanne scontate agli arresti domiciliari). In Italia sono oltre 10 mila i detenuti usciti dagli Istituti penitenziari ex Legge 199/2010 dall’entrata in vigore al 31 maggio 2013, di cui 696 donne e 3.077 stranieri. In regione sono 328 i detenuti usciti grazie a questa normativa: le donne sono 36, gli stranieri 157 (di cui 15 donne).

Lavoro. Nel 2013 sono 595 i detenuti che hanno lavorato alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria (poco più del 28% del totale dei detenuti che possono lavorare) di cui 274 stranieri. Poco più del 6% sono i detenuti che lavorano non alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, di cui la metà stranieri. Su 135 detenuti i semiliberi sono 33 (di cui 1 lavora in proprio e 32 (per datori di lavoro esterni), quelli che lavorano all’esterno ex articolo 21 sono 61, mentre sono 41 quelli che lavorano in istituto per conto di imprese (25) e cooperative (16).

Opg. Rientrano nella popolazione carceraria anche gli internati nell’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Reggio Emilia, dove vengono reclusi i detenuti con infermità psichica. Al 31 dicembre 2013 le presenze nell’Opg sono 180, di cui 44 stranieri. È stata rinviata a marzo 2015 la chiusura definitiva degli Opg in Italia. La Regione Emilia-Romagna ha avviato un programma per il definitivo superamento di queste strutture attraverso la costruzione di Residenze esecuzione misure di sicurezza (Rems) come indicato dalla Legge 9/2012.

Condizioni sanitarie. Circa il 70% dei detenuti ha problemi di salute. Il 60% fuma. Quasi il 30% ha una diagnosi specifica di tossicodipendenza. Nel 2012 la Regione Emilia-Romagna ha destinato 17 milioni di euro alla sanità penitenziaria, coprendo con proprie risorse le spese sostenute dalle Ausl.

Minori e carcere. I minori che violano il codice penale sono sottoposti al sistema della giustizia e devono scontare una pena in istituti o comunità. Nel 2013 sono stati 109 gli ingressi nell’Istituto penale per minorenni di Bologna (12 posti), mentre nel Centro di prima accoglienza sono stati 58, e 123 in strutture residenziali per minori, 43 in Comunità ministeriale.

Il lavoro di pubblica utilità. Rappresenta una sanzione sostitutiva della pena detentiva attraverso la prestazione di un’attività volontaria e non retribuita a favore della collettività. Al 31 dicembre 2013 le persone ammesse ai Lpu sono state 406 dall’entrata in vigore della legge nel 2010, quasi tutti per la violazione dell’articolo 186 del Codice della strada (Guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti).

Volontariato nelle carceri. Nel 2013 sono oltre 500 i volontari e gli operatori all’interno delle strutture carcerarie regionali attraverso 44 realtà. La mappatura è stata realizzata con il progetto “Cittadini per sempre”.

Da rilevare che, secondo il PRAP, nel 2013 non ci sono stati suicidi negli IIPP della regione.

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