21 febbraio 2019Temi: , , Cartoline dall’Etiopia: le ultime due missioni del Gaom

IMG-20190209-WA0014_01Cartoline dall’Etiopia col Gaom. Da pochi giorni è rientrata la seconda delegazione di volontari del GAOM, il gruppo amici ospedali missionari di Castelnovo Monti da oltre trent’anni attivo in Etiopia. Fra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, infatti, si sono alternate due missioni nel paese africano.

Ecco il resoconto del presidente Alberto Campari:

“I due gruppi dei volontari hanno trovato un Paese in grande fermento. La capitale Addis Ababa, continua ad espandersi, così come le altre città dell’Etiopia. La gente lascia la campagna per cercare fortuna, ma chi arriva in città molte volte non ha nulla e le speranze di un futuro migliore svaniscono. I mendicanti che si incontrano lungo le strade sono numerosi.

Le città sono sempre più caotiche ed inquinate e si avverte una certa tensione. C’è il timore che alle prossime, imminenti elezioni, possano scoppiare degli scontri come accaduto negli ultimi anni. Infatti il primo ministro Abi sta facendo un bellissimo lavoro di relazioni per costruire un futuro di pace, ma c’è tensione a causa di una fascia di popolazione che vuole la regione Oromo indipendente. Nella capitale si incontra un militare ogni 30 metri, mentre scendendo a sud del Paese non è difficile essere fermati alle dogane poste sui confini delle città o delle regioni per controllare auto e camion di passaggio. Furti e aggressioni si registrano di frequente.

Nonostante questo, nella piccola realtà in cui lavora il GAOM, si continua a seminare speranza.

A Shashemene, città baraccopoli di circa 250.000 abitanti, il Gruppo Amici Ospedali Missionari ha prestato la sua opera presso le suore del De Foucauld, la clinica e presso la Casa Famiglia gestita dalla stessa associazione.

Del gruppo di volontari dell’ultima spedizione, faceva parte anche il fondatore del GAOM, il dottor Riccardo Azzolini, che ha prestato la sua opera presso la clinica, promossa qualche anno fa dal governo locale a istituto di Primo Livello, per la qualità del servizio. Con lui anche i dottori William e Fiorella. Sono stati moltissimi gli interventi effettuati. Fiumi di gente si riversano ogni giorno presso la struttura realizzata dal GAOM e la presenza dei medici GAOM, che ricoprivano ruoli specifici, non presenti sul territorio fra il personale locale, ha richiamato ancor di più l’attenzione della gente.

Anche presso l’ambulatorio delle suore del De Foucauld il lavoro svolto è stato tanto, accogliendo soprattutto donne e bambini poverissimi. Tra loro anche alcuni casi di denutrizione, con successivo ricovero presso l’ospedale Rurale di Gambo.

Gianluca, Fiorella e Leonarda, si sono affiancate alle suore per fornire un aiuto medico ma non solo. È stato infatti importante unirsi alle suore per dare alle madri che accorrevano presso la struttura un po’ di formazione.  Mentre le suore insegnavano alle donne a leggere e a scrivere, i medici hanno cercato di trasmettere un po’ di nozioni igieniche.

Sono madri schiavizzate da mariti che si disinteressano della propria famiglia, figli in condizioni a volte disperate, povertà elevata e mancanza quasi assoluta di igiene e di istruzione.

Il restauro dell’impianto fotovoltaico e la sistemazione di una cisterna per l’acqua, fatte nel mese precedente da Andrea e Fabrizio, ha garantito maggiore qualità nell’accoglienza di questi poveri.

IMG-20190209-WA0008_01Presso Casa Famiglia gli altri volontari del gruppo si sono concentrati su tre obiettivi, tutti realizzati. Marsilio, Gianni, Alessio, Massimo, Davide, Lorenzo, Martina ed Alberto, hanno infatti assicurato importanti scorte d’acqua ai ragazzi ospitati nella struttura, sistemando una cisterna da 10000 litri interrata e collegata alle altre già esistenti.

Inoltre sono stati preparati i terreni che saranno seminati all’arrivo delle piccole piogge di marzo per realizzare alcuni orti per il consumo interno di Casa Famiglia.

Le piante da frutta messe a dimora lo scorso anno stanno già dando i primi frutti, soprattutto i banani.

Infine è stato raggiunto l’accordo con il governo, che ha riconosciuto Casa Famiglia, là dove i confini e l’anagrafe molte volte non esistono e per questo avere la proprietà di un terreno non è mai facile. Oggi Casa Famiglia è intestata ai ragazzi: un grande risultato che infonde speranza e gioia”.

A questo link è possibile leggere il diario dell’esperienza etiope tenuto da Gianluca Marconi, medico pediatria e volontariato del Gaom.

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