22 novembre 2018Temi: , , Concerto di San Prospero per AIMA (Associazione Malattia Alzheimer)

IMG_5362mArie sacre e liriche alla chiesa di San Pietro per aiutare AIMA – Associazione Italiana Malattia Alzheimer di Reggio Emilia. Sabato 24 novembre, nel giorno della festa per il patrono reggiano, è in programma un importante concerto per sostenere AIMA e il suo progetto di musicoterapia a favore di persone affette da demenze.

L’appuntamento è alle 16 alla chiesa di San Pietro per un “Concerto di San Prospero” che metterà al centro una serie di arie sacre e liriche interpretate per l’occasione dalla soprano Annalisa Ferrarini, dall’arpista Carla They e dal fisarmonicista reggiano Paolo Gandolfi.

Lo spettacolo benefico è a offerta libera. Il ricavato verrà destinato al progetto di musicoterapia di AIMA.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Omozzoli Parisetti, la Famiglia Artistica Reggiana Studium Regiense, Soroptimist Club Reggio Emilia, Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, Rotary Club Reggio Emilia e Zonta Club International Reggio Emilia.

Per informazioni, chiamare il numero 0522 335033, scrivere all’indirizzo aima@aimareggioemilia.it e visitare il sito www.aimareggioemilia.it.

Scarica qui la locandina.


A cosa serve la Musicoterapia

La musicoterapia viene intesa come uno strumento riabilitativo che permette e agevola momenti di comunicazione tra coloro che sono portatori di un deficit cognitivo e il mondo esterno e riattiva l’attenzione al bello, al piacere e al proprio benessere.

Come afferma Riccardo Piccioni presidente dell’Istituto Ospedaliero Sospiro: “in un mondo che con la multimedialità ha rotto tutte le barriere dello spazio, vi sono persone che non riescono a comunicare; anche loro hanno diritto a stabilire relazioni e cercare momenti di scambio e far si che il suono diventi parola, il suono diventi messaggio, il suono diventi linguaggio”.

Il compito della musicoterapia è, infatti, quello di trovare un canale di comunicazione arcaico, preverbale; non più solo ascolto ma produzione spontanea di suoni nel tentativo di recuperare, almeno in parte, la capacità comunicativa. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra e interpersonale e di conseguenza possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico. Il musicoterapeuta è quindi un tramite attraverso il quale l’anziano si apre “tirando fuori” le proprie emozioni.

Poter manifestare le proprie emozioni e attivare una modalità di espressione e linguaggio alternativa, permette alle persone che normalmente ne sono private a causa di deficit cognitivi e fisici di ridurre sentimenti di frustrazione, angoscia, ansia e comportamenti aggressivi.

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