6 ottobre 2018Temi: , , Conferenza su “Un’umanità in cammino Le rotte dei rifugiati”

“Un’umanità in cammino – Le rotte dei rifugiati”. E’ il tema di cui si parlerà martedì 9 ottobre a Reggio Emilia, nella conferenza in programma alle 21 al cinema Olimpia di via Tassoni 4, promossa dall’Unità pastorale Santa Maria Maddalena e dall’associazione Giorgio La Pira.

Il relatore sarà il dottor Felipe Camargo, responsabile per il Sud Europa dell’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Camargo è nato nel 1963 a Bogotà in Colombia. Di nazionalità colombiana e australiana, avvocato della Universidad Javeriana di Bogotà, ha iniziato la sua carriera nelle organizzazioni
umanitarie nel 1991. Ha lavorato in Mozambico, Afghanistan, Myanmar, Guatemala, Pakistan. Dal febbraio 2018 è responsabile UNHCR per il Sud Europa.


Spiegano i promotori: “Per noi cristiani, il fenomeno delle migrazioni non può essere considerato semplicemente dal punto di vista politico ed economico.
La nostra fede ci costringe ad affermare la pari dignità di ogni uomo e l’unità del genere umano. Il primo dovere che abbiamo è di restituire a questi uomini e donne la loro dignità di esseri umani, considerando anche il fatto che molti di essi sono nostri fratelli nella fede. Non possiamo rassegnarci a considerarli dei numeri.
Quando si comincia a considerare gli esseri umani come dei numeri, è facile scivolare verso il razzismo. Per questo, il primo nostro dovere è di conoscere queste persone. Di fatto, noi conosciamo soltanto l’ultima parte della loro storia, il viaggio in mare e la
permanenza nei programmi di accoglienza italiani e europei.
Dobbiamo anzitutto cercare le risposte a una domanda: perché partono dal loro Paese?
Poi, dobbiamo conoscere il loro viaggio, fino alla sponda del Mediterraneo. Solo allora si potranno cercare delle alternative o comunque delle prospettive per affrontare politicamente questo grande problema, vero “tornante” della storia dell’Europa e del
mondo.
Stiamo vivendo al contrario quello che accadde a partire dal Cinquecento: allora, gli europei andavano in Africa per fare incetta di esseri umani, da portare nei loro paesi e nelle loro colonie; oggi, al contrario, si vorrebbero rimandare al paese di origine anche
coloro che già da tempo vivono tra noi. E’ possibile un’altra via?
Non chiediamo al dottor Caramago di darci le risposte. Dovremo trovarle noi, faticose e parziali. A lui chiediamo di aiutarci a conoscere e a capire qualcosa di più di quello che sta succedendo.
L’UNHCR è un’agenzia dell’ONU, che dunque è chiamata ad avere una visione mondiale dei problemi. Ci aspettiamo un contributo a una considerazione più serena della complessità di un tema che ormai ci riguarda tutti”.

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