22 gennaio 2015Temi: , DarVoce apre i suoi servizi a tutte le realtà del terzo settore

DarVoce apre i suoi servizi a tutte le realtà del terzo settore, tutte quelle in cui si esprime il volontariato. E non più solo alle associazioni di volontariato propriamente dette.

È una novità importante, quella approvata dai soci del centro di servizi per il volontariato reggiano nell’ultima assemblea tenutasi lo scorso 11 dicembre. “Siamo partiti dalla considerazione che la legge 266 del 1991 è superata”, ha spiegato il presidente Umberto Bedogni in un’intervista a Laura Pasotti.

Le motivazioni sono principalmente tre: “Negli ultimi anni sono avvenuti processi di cambiamento sociale consistenti e non si può più far riferimento alle sole organizzazioni di volontariato, perché ne esistono tantissime che promuovono il benessere collettivo, come, ad esempio, le associazioni culturali. La crisi, poi, ha stimolato i cittadini a mettersi a disposizione degli altri attraverso piccoli interventi sganciati dall’associazionismo, come il volontariato di vicinato o di quartiere o gli aiuti verso di chi è più debole. Infine, il decreto del governo di riordino del terzo settore, che riguarda anche i centri di servizio, parla di volontariati, facendo riferimento non solo a onlus e Associazioni di promozione sociale ma anche a forme diverse di volontariato. L’importante è che abbiano come finalità quella di mettersi a disposizione della collettività”.

A oggi DarVoce conta 86 organizzazioni di volontariato associate, ma il numero sale parecchie, attorno a 400, se si contano tutte quelle che a livello provinciale usufruiscono o hanno usufruito dei suoi servizi, senza prendere parte alle decisioni. Vi è poi da aggiungere al conteggio tantissime altre realtà chenon aderiscono ai grandi gruppi come Arci, Acli o Ancescao ma non sono nemmeno iscritte al registro del volontariato, e sono quindi senza assistenza e tutela. Da qui la modifica dello statuto, per aprire anche a questo vasto mondo le possibilità garantite dai servizi proposti da DarVoce.

Il centro di servizio può contare su un gruppo di lavoro in grado di seguire le associazioni nell’arco della loro vita: dalla nascita alla gestione fino alla rendicontazione economica e sociale. Oggi le norme per la gestione di una associa- zione sono, infatti, sempre più complesse e DarVoce è un punto di riferimento per orientarsi, far fronte a normative di settore molto specialistiche e in continuo cambiamento e per garantire correttezza e trasparenza.


I SERVIZI
Come si dividono i servizi proposti da DarVoce. Si dividono in tre categorie: per le singole associazioni, per i gruppi e per creare connessioni tra volontariato, territorio, imprese e cittadini. Per le singole organizzazioni, DarVoce ha un team interdisciplinare che le segue fin dalla nascita, aiutandole a conoscere il mondo del non profit e a posizionarsi in esso. In questa fase, il vrnyto accoglie e orienta i gruppi di cittadini (scelta della forma giuridica, iscrizione nei registri, coerenza tra attività e statuto). In seguito, le segue nella gestione (prassi amministrative, promozione, organizzazione interna), nell’implementazione (ricerca volontari, bandi, 5×1000, fundraising) e nella rendicontazione economica e sociale. Per i gruppi, DarVoce si occupa di progettazione sociale sostenendo le associazioni a fare sinergia su obiettivi, risorse e sfide sociali. Infine, il centro si occupa di sviluppare nei cittadini l’affezione alla solidarietà e nelle imprese e nei territori il rapporto con il volontariato.

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