13 dicembre 2017Temi: , , Informazioni sull’emergenza alluvioni nelle Bassa reggiana

AGGIORNAMENTI UFFICIALI

25158451_902809956534275_2065402613155359718_nA fronte delle straordinarie dimostrazioni di mobilitazione e solidarietà espresse in queste ore, d’accordo con il centro di coordinamento di protezione civile di Reggio Emilia, forniamo queste brevi informazioni.

Stanno infatti pervenendo numerose offerte di aiuto di persone e cose che meritano un coordinamento. La fase di emergenza sta volgendo verso una stabilizzazione dei numeri e delle necessità.

Tuttavia, chi volesse mettere a disposizione la propria specifica formazione professionale per attività di supporto, è pregato di rivolgersi allo 0522-555733 (Centro di coordinamento di protezione civile di Reggio Emilia) per valutare l’effettiva possibilità e opportunità di coinvolgimento.

Chi invece volesse fornire generi vari, vestiario, materiali a supporto delle attività del centro Kaleidos di Poviglio, è pregato di mettersi in contatto con il centro stesso o le associazioni che stanno operando nella struttura (Protezione civile, Croce Azzurra di Poviglio, Pubblica assistenza e soccorso di Castelnovo sotto e Cadelbosco sopra).
Al momento non vi è bisogno di raccolta ulteriore e i volontari fanno sapere che ci aggiorneranno su eventuali nuove necessità.


In queste ore tremende la Bassa reggiana, l’abitato di Lentigione in particolare, è alle prese con una devastante emergenza idrica, oltre duemila persone sono già state sfollate.

Centinaia di volontari delle protezioni civili e delle associazioni sanitarie di emergenza urgenza sono già impegnati costantemente.

Tante persone, con grande generosità, ci stanno chiedendo come poter aiutare la popolazione in difficoltà

In questa fase di emergenza non è ancora possibile fornire un sostegno concreto. La priorità è risolvere l’emergenza affidandosi alle persone esperte ed addestrare per queste situazioni.

Appena sarà possibile avviare altre forme di aiuto (materiale come economico) DarVoce fornirà ogni informazione possibile per dare una mano, in ogni forma.

Per adesso, un grande abbraccio alle persone sfollate e a chi da due giorni lavora senza sosta nell’emergenza.

FacebookTwitterGoogle+