27 novembre 2019Temi: , , “La responsabilità delle parole” con Nondasola

cartolina_A6_esecutivo_solofronteIn occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione Nondasola, insieme al Comune di Reggio Emilia, e in collaborazione con il Tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza sulle donne, promuove mercoledì 27 novembre 2019La responsabilità delle parole”. Una giornata di riflessione che prevede il seminario di formazione per giornalisti e giornaliste dell’Emilia Romagna “Tra giudizio e pregiudizio. La violenza sulle donne nel linguaggio della giustizia e dei media”, dalle 9.30 alle ore 13.30, presso la Fonderia di Reggio Emilia, e, nella stessa location, alle 21, la lettura scenica “Tutto quello che volevo. Storia di una sentenza” di e con Cinzia Spanò, aperta alla cittadinanza.

In questi 22 anni di lavoro al Centro Antiviolenza di donne ne abbiamo accolte e ascoltate tante: è soprattutto grazie alle loro parole che abbiamo costruito un sapere approfondito e puntuale delle violenze che subiscono, dei bisogni negati, dei desideri inascoltati, delle strategie che mettono in campo per riprendere in mano le loro vite, umiliate e annichilite da un potere maschile che le vorrebbe ‘al loro posto’.

Ma non in tutti i luoghi le parole delle donne vengono riconosciute ugualmente credibili e autorevoli. In alcuni casi devono infatti fare i conti con la ‘parola di lui’, a cui viene attribuito lo stesso peso, a suggerire che la responsabilità della violenza si spartisce.

In molti altri, sono i pregiudizi, le convinzioni, i condizionamenti culturali che ci hanno trasmesso la ‘naturalità’ della violenza a minimizzare, negare, manipolare le parole delle donne. Succede allora che sentenze, perizie, narrazioni mediatiche, relazioni da parte dei servizi socio-sanitari, denunce, non restituiscano alle donne né dignità, né giustizia, continuando a confermare l’assetto diseguale di potere a favore del maschile.

L’iniziativa del 27 Novembre prossimo è il nostro modo per dire che a questa situazione non ci rassegniamo. Le parole hanno un peso, le parole rivelano un mondo, le parole possono essere salvifiche o tossiche e tutti e tutte ne siamo responsabili.

Vogliamo un cambiamento, lo dobbiamo, per coerenza, a tutte le donne a cui chiediamo di svelare, denunciare, parlare. Altrimenti come possiamo dirci davvero al loro fianco?

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