6 marzo 2015Temi: Legambiente sull’abbattimento delle nutrie e la caccia al capriolo in pianura

“E’ di questi giorni la notizia che riprenderà il controllo della popolazione delle nutrie – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – in tutta la provincia: questo castoro ha causato e causa tutt’ora molti danni alle strutture arginali, alle coltivazioni e agli ecosistemi acquatici, senza che di fatto vi sia, a distanza di molti anni, nessun predatore in grado di controllarne il numero. Infatti solo i piccoli a volte finiscono in pasto alle volpi, per cui è necessaria una attenta politica di controllo della specie.

La Legge 116/2014 ha tolto dalle specie cacciabili la nutria, che quindi poteva essere controllata da chiunque, alla stregua di topi o talpe. Ma così nei fatti non è stato, visto che difficilmente un cittadino si cimenta nell’arduo compito di catturare e sopprimere questi animali, dovendo poi smaltirli. Ben venga quindi la possibilità di tornare ai piani di controllo come già attuati negli scorsi anni. In molti ambienti e riserve naturali si è poi assistito ad un enorme proliferare di questi animali, che hanno distrutto canneti ed ecosistemi, danneggiando molte specie di animali autoctone.

Dispiace invece constatare come sia passato inosservato l’inizio del piano di eradicazione del capriolo in pianura, con l’abbattimento dei primi esemplari nei giorni scorsi: la Provincia infatti vuole arrivare – cosa chiaramente impossibile – all’eliminazione di questa specie in pianura, dove la caccia però richiedere precauzioni particolari, vista la gittata dei fucili e la difficoltà di trovare zone alla distanza corretta da strade e case.

Un colpo sbagliato infatti deve per forza conficcarsi nel terreno, altrimenti percorre circa 2 km prima di fermarsi, con le conseguenze immaginabili in un contesto fortemente antropizzato come il nostro.  Su questa caccia di selezione è mancata completamente l’informazione e la comunicazione alla cittadinanza ed anche alle nostre Guardie Ecologiche Volontarie, creando situazioni molto spiacevoli.

E’ necessario che la commissione venatoria provinciale torni a riunirsi più spesso e che la Provincia tenga aggiornati i soggetti preposti al controllo e i cittadini”.

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