25 ottobre 2018Temi: , , Mese dell’Alzheimer: il bilancio delle attività di AIMA

0ace9248-37a0-49e9-83a7-8c35ef06bc02-e1539277058501Centinaia di persone coinvolte, tante riflessioni su come gestire la demenza, il dolore e le esigenze di chi cura unite ad uno sguardo sul futuro, sulla sensibilizzazione della popolazione. Si chiude con un ottimo bilancio il mese dell’Alzheimer 2018 nel territorio reggiano, segnato da tante attività promosse in prima battute da AIMA Reggio Emilia in collaborazione con Ausl, enti locali, sostenitori e altre associazioni di volontariato.

Il cuore del lavoro è come sempre rappresentato dalla rassegna cinematografica, che fra metà settembre e inizio ottobre ha proposto sei proiezioni gratuite, una per ogni distretto della provincia di Reggio Emilia. I numeri sono buoni, in totale hanno partecipato più di 600 persone, e lo stesso le reazioni.

La rassegna era dedicata a “Genitori e Figli”, al delicato rapporto che si instaura tra figli e genitori nel momento in cui la famiglia si trova a dover convivere con una forma di demenza o di decadimento cognitivo. Un argomento che ha generato molta attenzione, approfondito grazie a brevi interventi di esperti che hanno affiancato ogni proiezione. Un’occasione per confrontarsi e ragionare su vari spunti. I principali? L’ascolto della persona con demenza, il riconoscimento della sua dignità e del suo diritto all’autodeterminazione; il rapporto tra genitori e figli nel percorso di vita e accettazione della malattia dopo la diagnosi. Infine, si è parlato delle cure palliative nella demenza avanzata, altro tema di grande attualità e interesse che verrà approfondito ulteriormente nei prossimi anni.

Tanti gli ospiti di rilievo, Rabih Chattat, professore associato di Psicologia dell’Università di Bologna da sempre impegnato nella ricerca sugli interventi psicosociali con le persone con demenza, con i loro familiari e caregiver; Fiorenzo Orlandini Responsabile dell’Unità Cure Palliative Domiciliari Hospice Guastalla Azienda USL Reggio Emilia e Daniela Beltrami, psicologa psicoterapeuta della struttura di Neuropsicologia e Neurologia dell’arcispedale Santa Maria Nuova.

Ora si pensa al futuro, partendo dagli spunti emersi. Una priorità sarà rappresentata dalla sensibilizzazione verso le demenze, malattie in continua crescita. Già oggi in Italia si parla di circa un milione di persone coinvolte su 60 milioni di abitanti e i dati parlano di un forte aumento. In questo scenario, diventa quasi impossibile pensare di rispondere soltanto con dei servizi alle tutte le necessità delle persone malate e delle famiglie. I costi non saranno purtroppo sostenibili, ed è necessario agire su due fronti.

Da un lato diventa fondamentale puntare sulla prevenzione ripensando gli stili di vita per ridurre il rischio di sviluppare demenze attraverso: una corretta alimentazione, l’attività fisica, l’allenamento della mente e coltivando i rapporti sociali.

L’altro fronte sul quale è fondamentale lavorare è la creazione di comunità accoglienti in cui tutti siano in grado di riconoscere, accogliere e aiutare le persone che convivono con la demenza, al bar, sul tram, o per la strada. In questo modo sarà più facile per tutti vivere la quotidianità, per chi ha demenza, per chi accompagna la demenza dei propri cari e per chi – per lavoro o casualità – vi si dovrà confrontare offrendo aiuto concreto, anche nei piccoli gesti.

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