23 agosto 2019Temi: , , Parte in montagna il “Progetto Dieci” per l’ospedale

Parte a Castenovo Monti il “Progetto dieci” per evitare trasferimenti all’ospedale Santa Maria di Reggio Emilia alle donne in fase di accertamenti. È un nuovo percorso solidale che ha le sue radici nel progetto Nautilus, sostenuto dall’associazione Vogliamo la Luna e nato 7 anni fa in ricordo di Silvia Piazzi: l’obiettivo era ed è raccogliere fondi per l’acquisto di dispositivi medici ad alta tecnologia su richiesta dei dirigenti dei reparti dell’Ospedale S.Anna di Castelnovo ne’ Monti, per rendere più adeguate e sicure le cure nel nosocomio della montagna.

Grazie a questo progetto si è già potuto donare alla Terapia Intensiva il Nautilus, da cui il nome del progetto, un respiratore mobile, il veinsite a disposizione di tutti i reparti ed un elettrocardiografo pediatrico. Strumenti molto utili per facilitare operazioni anche ad alto rischio.

Attualmente si stanno raccogliendo fondi per l’acquisto di un software per mammografo (20.000 euro) su richiesta dei medici della radiologia, per rendere l’esame radiologico sempre più approfondito ed evitare trasferimenti all’ospedale Santa Maria di Reggio Emilia alle donne in fase di accertamenti.

L’associazione Vogliamo la Luna, chiede la collaborazione di tutte le associazioni di volontariato per raggiungere tale cifra e poter acquistare il dispositivo in tempi brevi: si contribuirà così a mantenere in piena attività tutti i servizi, afacilitare per quanto possibile l’accesso alle cure e alleviare la sofferenza dei pazienti.

Ecco gli estremi per il versamento:

  • IT 89 P 07072 66280 000000425112
  • C/C: Fondazione Don Artemio Zanni – Onlus
  • Causale: Progetto Dieci

progetto dieciPresentazione
La mammografia col mezzo di contrasto (Cesm) non va intesa come come un’apparecchiatura nuova ma come un’implementazione ai mammografi di ultima generazione come quello in dotazione a Castelnovo ne’ Monti.
In pratica un software di elaborazione aggiuntivo.

Procedura
La donna si sottopone a mammografia (le 4 classiche lastre); le viene somministrato in vena il contrasto (mediamente un flaconcino di 50-100 ml a seconda del proprio peso corporeo); dopo di che esegue un nuova mammografia.

Nota
La dose di radiazione è comunque molto contenuta.

Interpretazione
Dalla elaborazione delle mammografie prima e dopo il contrasto, se risaltano (brillano) alcune immagini queste sono fortemente sospette per malattia.
Si ha pertanto un’idea di quanto è estesa la lesione già identificata.
Si ha inoltre coscienza che non vi siano altre lesioni satelliti alla stessa mammella o a quella contro laterale, lesioni che possono essere sfuggite con le consuete indagini.

Finalità
Permette in certi seni particolarmente difficili, di non facile interpretazione per loro natura, di essere meglio indagati.
Permette, sempre in questa tipologia di mammelle (tipiche delle donne giovani, giovani-adulte), una volta arrivati alla diagnosi di tumore, di definire le dimensioni della malattia e di escludere altri più piccoli focolai.

Prospettive
È una metodica all’avanguardia, presente generalmente solo nei centri ospedalieri di riferimento.
Fino a poco tempo fa veniva per questi scopi impiegata la Risonanza Magnetica ad alto campo, più laboriosa, scomoda e costosa.
Ora la mammografia con mezzo di contrasto si pone come valida alternativa.

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