15 marzo 2016Temi: , Posti per disabili alle partite della Reggiana Calcio

“Vogliamo regalarvi un sorriso”. Con questa parole Stefano Compagni,  Wainer Magnani  e Monica Torreggiani della Reggiana Calcio hanno invitato i disabili reggiani ad assistere alle partite interne della Reggiana al Mapei Stadium – Città del Tricolore di Reggio Emilia.

Non più dunque dietro le panchine delle due squadre, dove la visuale e quasi nulla ed in condizioni ambientali non buone. La disponibilità è stata accolta con entusiasmo dalle associazioni disabili del territorio. Fra i palchi dello stadio c’è uno spazio con lo scivolo dove è possibile ospitare due carrozzine con gli accompagnatori. Nel caso si rendesse necessario anche la tribuna centrale è disponibile per i disabili.


Come fare richiesta?

La Fand – Federazione Nazionale delle Associazioni Nazionali delle Persone con disabilità – farà da tramite.

È sufficiente inoltrare la richiesta entro il mercoledì della partita casalinga con i propri dati personali e quelli dell’accompagnatore e la società disporrà gli accrediti gratuitamente.

Non solo la società reggiana si è dichiarato a disposizione per divulgare e promuovere  iniziative o manifestazioni del territorio durante le partite con annunci o striscioni. La disponibilità è per tutti i disabili (motori, sensoriali (ciechi e sordi) e intellettivi) e le associazioni reggiane.

I disabili avranno accesso dalla tribuna centrale e potranno salire con gli ascensori che la tribuna è dotata. Così i disabili potranno assistere alle partite insieme agli altri spettatori normodotati.


Fino alla decisione della società granata i disabili potevano assistere alla partita in numero limitato (massimo 20 persone)  presso l’apposito spazio dietro le panchine in condizioni molto difficili e con una visibilità molto limitata, dietro le panchine infatti la visibilità è quasi nulla. A Reggio Emilia finisce, grazie alla società del presidente Stefano Compagni, la ghettizzazione dei disabili alla stregua degli stadi inglesi, dove è possibile assistere alle partite in qualsiasi spazio dello stadio tra  la gente comune. Un grosso passo in avanti verso l’inclusione totale delle persone disabili

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