27 febbraio 2015Temi: Pulizia del torrente Modolena, il commento di Legambiente

“Molti torrenti e rii della zona a sud della via Emilia fino alla prima collina – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – dagli anni ‘80 in poi hanno subito un graduale abbandono, favorendo la formazione di fasce boscate più o meno larghe, composte prevalentemente da essenze quali pioppi, salici e robinia, con più rade presenze di specie quali aceri campestri o roverella. La robinia l’ha fatta da padrone, andando da un lato a consolidare molte scarpate, ma dall’altro, essendo invasiva, ostacolando la crescita di molte altre specie. L’edera ha invaso molti di queste fasce ripariali, andando a determinare sia il crollo delle robinie che dei pioppi, che in molti tratti hanno formato sbarramenti o comunque si sono accumulati non solo sulle sponde ma dentro il letto dei corsi d’acqua. Lo scarso o nullo interesse per il legname e la necessità di avere un’attrezzatura adeguata ha poi scoraggiato molti frontisti nella pulizia, fattore che ha portato a selve non più gestibili se non con interventi drastici.  Siamo concordi con il circolo Legambiente di San Polo sull’intervento: è necessario pulire i torrenti per evitare fenomeni di ostruzione e difficoltà di deflusso delle acque. Il Modolena in molti tratti una volta era completamente privo di vegetazione e i prati andavano fin a ridosso del corso d’acqua. Non sorprende che ditte specializzate come la Wood Energy trovino convenienti questi interventi per ricavare del materiale che una volta macinato è impiegato in centrali di produzione di energia elettrica da biomassa, quindi ad emissioni zero di anidride carbonica. Il cumulo di legna è funzionale ad organizzare il lavoro, che certamente comunque va ripreso solo a condizioni del terreno e meteorologiche più favorevoli. Ammassi simili o ben superiori li troviamo sul nostro appennino dove le operazioni di taglio della legna sono estese per interi versanti montuosi. Un materiale così eterogeneo, con ramaglie, legname marcio o in acqua da anni, non può che essere destinato alla cippatura. Più attenzione deve invece essere dedicata alla rimozione dei rifiuti che si trovano sparsi, che approfittando dell’intervento vanno anch’essi rimossi. Compito dei frontisti e del Comune – conclude Becchi – sarà poi quello di dover gestire il ricaccio vegetativo delle numerosissime ceppaie presenti, che nel giro di pochi mesi quest’estate torneranno a formare una fitta vegetazione, che se non seguita porterà fra pochi anni ad una situazione analoga a quella oggi esistente”.

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