30 dicembre 2015Temi: , Servizio Civile, ora avanti con il prossimo Piano Triennale

Ecco il messaggio di fine anno di Elisabetta Gualmini, vicepresidente ed assessore al Welfare della Regione Emilia Romagna.


Donare tempo ed energie agli altri è sempre un arricchimento per se stessi e ancora di più per gli altri, per le comunità in cui viviamo e in cui vorremmo lasciare qualche piccolo segno.

La solidarietà infatti ha sempre un ritorno virtuoso in termini di bene collettivo ed è, nello stesso tempo, l’esito del grado di civiltà raggiunto dall’insieme degli individui. Lo sanno bene i tantissimi giovani e ragazzi, italiani e stranieri, dell’Emilia-Romagna che desiderano mettersi in gioco grazie a un’esperienza di servizio civile volontario.

Sono tantissime e variegate le esperienze che si possono fare: dall’aiuto nel campo della protezione civile e della cura ambientale all’assistenza a bambini, anziani e non auto-sufficienti, dall’accoglienza dei migranti alle attività di ri-uso e riciclo.

Cento ragazzi, tra i quasi tre mila che hanno svolto il servizio civile nella nostra regione nel corso del 2015, hanno  partecipato nelle settimane scorse alla prima edizione del “Celebration Day” organizzato dalla Giunta regionale nell’aula del Consiglio per sottolineare quanto sia importante questo impegno.

Ma ora tutti i nostri sforzi si concentrano sul primo “Programma del Servizio Civile in Emilia-Romagna” del prossimo triennio, nella stesura del quale siamo stati guidati dalla consapevolezza che lo spirito civico e la coesione sociale sono valori e obiettivi che vorremmo promuovere e incoraggiare a tutto campo nel corso della legislatura.

Il primo Piano triennale per il Servizio Civile era uno degli obiettivi del primo anno di mandato che scadrà il prossimo 26 gennaio e abbiamo mantenuto la promessa. La nostra regione da sempre è caratterizzata, per tradizione, storia e cultura, dai valori della partecipazione attiva e dell’impegno volontario. Dedicare un periodo della propria vita dentro alle istituzioni e all’ articolato mondo del Terzo Settore, nella fase delicata e incerta del passaggio dallo studio al lavoro, è il modo migliore per acquisire una maggiore consapevolezza di sé e di ciò che si vuole diventare nel futuro.

Il mio auspicio, in questi ultimi giorni del 2015, è dunque di riuscire a concepire e organizzare nella nostra Regione il servizio civile nei prossimi anni come un potente antidoto al disinteresse per il bene comune, alla rassegnazione e al malcontento generalizzato. Sì certo, le istituzioni devono ancora faticare molto per guadagnarsi una fiducia stabile da parte dei cittadini, ma forse ripartire dalle esperienze di solidarietà e di aiuto civile nell’interesse di tutti potrebbe essere una buona soluzione.

A tutti voi l’augurio di un 2016 di inclusione e solidarietà!

 

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