20 febbraio 2015Temi: , Sicurezza in pista con la Croce Verde, una priorità per Febbio

OLYMPUS DIGITAL CAMERANeve, sole, ed è subito voglia di sci. L’Appennino chiama, e le stazioni del comprensorio reggiano, nelle giornate di bel tempo, incassano il tutto esaurito.

Succede anche a Febbio di Villa Minozzo dove, non senza qualche difficoltà registrata nella prima domenica (di sole splendente) dopo l’abbondante nevicata dei giorni scorsi, la nuova gestione ce la sta mettendo tutta per rispondere adeguatamente all’utenza anche in presenza di grandi afflussi.

E al vertice delle priorità, così come previsto dalla legge 363 del 2003, sta la capacità di garantire a sciatori e snowboarder la pronta assistenza in caso d’incidente sulle piste, eventualità che è sempre da tenere in considerazione, soprattutto nelle giornate di pieno.

Con la riapertura degli impianti di Febbio il servizio di soccorso è stato riaffidato, come già era in passato, alla Croce Verde di Villa Minozzo guidata dal presidente Elio Ivo Sassi, che vanta una squadra speciale debitamente formata e attrezzata per il pronto intervento e il trasporto degli infortunati.

“Con gli sci ai piedi – informa Sassi – si deve sempre tenere un comportamento prudente, osservando le norme di buona condotta che sono necessarie per poter sciare in sicurezza e senza danni. Per agire sul lato della prevenzione nel 2005 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approntato un “Decalogo dello sciatore” che tutti sono chiamati a conoscere e rispettare. Tuttavia, in presenza di grandi afflussi o in particolari condizioni meteorologiche, anche con le dovute cautele non è infrequente che accadano incidenti e il pronto intervento diventa vitale”.

La squadra di soccorso della Croce Verde di Villa Minozzo, di cui è responsabile il sig. Ugo Toni, è formata da quindici volontari soccorritori con comprovate qualità sciistiche che durante tutte le giornate d’apertura degli impianti controllano le piste da sci, a squadre miste ed alternate tra loro, dall’orario di apertura a quello di chiusura, per l’intera stagione.

“In ogni istante – spiega Toni – i nostri soccorritori possono raccordarsi tramite canale radio con la postazione di primo soccorso che abbiamo allestito a valle delle piste, in prossimità dell’imbocco della seggiovia triposto. Qui siamo in grado di effettuare la rianimazione cardio-polmonare, l’immobilizzazione di arti e del paziente tutto in caso di incidenti di origine traumatica, e la cura primaria di ferite e abrasioni. La postazione è inoltre dotata di defibrillatore. A pochi metri dalla postazione sosta un’ambulanza, guidata da un autista soccorritore affiancato da altri due soccorritori, attrezzata anch’essa per il soccorso sanitario e in continuo collegamento a tensione elettrica di 220V per mantenere la cellula posteriore sempre alla temperatura ideale di 20°C”.

Conclude Sassi: “In caso di eventi straordinari come gare di sci, snowboard, alpinismo ecc, i nostri sforzi raddoppiano o triplicano anche con due ambulanze, due equipaggi sanitari ed eventualmente un equipaggio medico infermieristico qualificato con servizio di auto medica o jeep fuoristrada attrezzato per il soccorso e il recupero in zone impervie. Tra un paio di settimane, a Febbio, presenteremo la nuova divisa della squadra soccorso. Facciamo il possibile perché si possa apprezzare in tutta sicurezza la bellezza del nostro Appennino innevato, con le sue peculiarità”.

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