9 luglio 2014Temi: , , “Sorella acqua… Madre terra… popolo Mapuche”

image001Martedì 15 luglio alle 21 a Reggio Emilia, presso la chiesa di Masone, si terrà l’incontro con Humberto Florencio Manquel, attivista dei diritti umani e dei diritti della terra, rappresentante del glorioso popolo MAPUCHE (che letteralmente significa “gente della terra”), minoranza etnica di circa un milione di persone, sopravvissuta ad ogni tipo di violenza coloniale (spagnola), di oppressione politica/militare (sotto Pinochet) e di invasione industriale (sotto il governo Piñera, per gli accordi con le multinazionali, in primis Benetton per la terra ed Enel per l’acqua).

L’appuntamento è alla chiesa di Masone, in via Asseverati 8, alle 21 per l’incontro moderato da don Emanuele Benatti, Commissione diocesana Custodia del Creato.
LA LOCANDINA

Attualmente Manquel si trova a Bruxelles su invito dell’UE per discutere del tema della terra, dell’acqua e dell’energia nella Patagonia cilena, a grave rischio di privatizzazione, con conseguente esproprio di immensi territori dove la natura, le foreste, i ghiacciai, l’acqua sono incontaminati, in un ecosistema naturale perfettamente rispettato e conservato. Il popolo mapuche è una delle poche minoranze che ancora restano e resistono, in tutta l’America del Sud. Molte altre sono già state spazzate via dalla colonizzazione e dalla industrializzazione. Questo non è un dramma solo mapuche o cileno, ma planetario. Il 15 luglio avremo quindi una chance unica per ascoltare e confrontarci con un testimone/martire di una lotta secolare ed attualissima, portata avanti da una minoranza a nome dell’intera umanità. E’ importante che l’appuntamento sia partecipato da tutti perché è una serata unica, dal punto di vista della sensibilità e responsabilità culturale/sociale/ecologica.

L’incontro è organizzato dall’Unità Pastorale “Madonna della Neve” in collaborazione con l’Associazione Ecomapuche, il Centro Missionario Diocesano, Punto Pace Pax Christi Reggio Emilia, la sezione reggiana della Federazione Nazionale Pro Natura e il Comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia.


Humberto Florencio Manquel Millaguir

E’ il portavoce del popolo indigeno Mapuche del Parlamento di Koz Koz e difensore del lago Neltume (sud del Cile) minacciato dall’ennesimo mega-progetto Enel.

Le comunità indigene Mapuche di Panguipulli stanno lottando da anni per evitare che il paesaggio del lago Neltume e Choshuenco e del fiume Fuy sia per sempre modificato da un mega-progetto idroelettrico di ENEL-Endesa. Progetto che mette a rischio un ecosistema nativo ancora intatto, e la sopravvivenza delle oltre 150 comunità Mapuche che da più di cinquecento anni popolano questi territori.

Se realizzato il progetto sommergerebbe terreni agricoli, artigianato e attività locali sostenibili, un complesso cerimoniale sacro Mapuche e modificherà per sempre la portata delle acque che bagnano la “selva valdiviana” con la sua straordinaria biodiversità, alterando migliaia di ettari di boschi patagonici dichiarati dall’Unesco “riserva biologica”. Inoltre, sarà costruito lungo una placca tettonica che, in caso di sisma, metterebbe a rischio anche le provincie limitrofi, con danni ben peggiori a quelli del Vajont.

Da generazioni, le donne e gli uomini Mapuche si oppongono alla svendita delle terre ancestrali ad aziende nazionali e multinazionali (come l’italiana Enel), alla catastrofe ecologica e alla distruzione dei luoghi sacri. A questa resistenza la “democrazia” cilena risponde con metodi sempre repressivi, ma più raffinati e subdoli di quelli della dittatura: non più solo l’aperta violenza delle forze di polizia e dei gruppi paramilitari, l’applicazione discriminatoria della legge antiterrorismo, l’espropriazione delle terre, la militarizzazione del territorio (come nella zona roja dell’Araucanía), bensì l’incentivazione dell’industralizzazione, le grandi opere devastanti come le dighe nei fiumi Bío Bío e Pilmaiken, e soprattutto l’isolamento, l’informazione distorta, una vera campagna di criminalizzazione mediatica, una vera e propria caccia alle streghe se consideriamo la persecuzione di diverse machi, autorità spirituali Mapuche. Evidente il collegamento alla situazione italiana, prima fra tutte la Val Susa (la stessa resistenza Mapuche manifesta da tempo solidarietà al movimento NoTav, ne è un esempio la poesia di Rayen Kvyeh dedicata a Luca Abbà dopo la caduta da un traliccio durante una manifestazione): non possiamo che essere solidali verso tutte le lotte contro la devastazione, consapevoli, inoltre, della stretta collusione tra Stato, criminalità organizzata, multinazionali e cooperative.

Avendo l’occasione di dare voce al popolo indigeno Mapuche, conosceremo la loro storia, la loro cosmovisione, la loro secolare (r)esistenza come naturali difensori del Creato in quanto “figli” (che) della “terra” (mapu): in questa crisi europea (economica, politica, di valori..) un incontro di culture, una alleanza oltreoceano per riflettere su problematiche comuni come la difesa del proprio territorio, dell’acqua come bene comune e della salute delle generazioni presenti e future.

Avremo quindi una chance unica per ascoltare e confrontarci con un testimone di una lotta secolare ed attualissima, portata avanti da un popolo indigeno a nome dell’intera umanità. Saranno serate uniche, dal punto di vista della sensibilità e responsabilità culturale/sociale/ecologica.

Il viaggio del rappresentante Mapuche è stato possibile grazie a Re:common http://www.recommon.org/ e a Ecomapuche http://www.ecomapuche.com/

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