16 giugno 2015Temi: Un pomeriggio all’orto officinale

Un pomeriggio fra musica e natura per ricordare Gabrina la signora delle erbe, la prima erborista reggiana, vissuta alla fine del 1300 e processata e come fattucchiera.

Lo propone l’associazione reggiana Gramigna domenica 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, al giardino officinale/orto sinergico di via Cugini in città. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con diverse realtà locali (Associazione Acque Chiare, MaMiMò, GA3, L’Indaco Atelier, Fondazione Otello Sarzi,  Hurricane Start) e propone musica, laboratori creativi, riscoperta delle antiche tradizioni legate al solstizio prima di chiudere alle 21 con uno spettacolo della compagnia teatrale MaMiMo.

LA STORIA
Avete mai sentito parlare di Gabrina degli Albeti? Conoscete la sua storia? Sapete perché il suo è un nome importante per Reggio Emilia?

Guaritrice ed erbaiola, Gabrina degli Albeti risulta essere figura importante della storia reggiana, se pur non molto nota. Vissuta alla fine del 300, era un’esperta nell’uso delle erbe officinali, che utilizzava per curare chi si rivolgeva a lei per svariate ragioni. Le chiedevano aiuto soprattutto donne con problemi d’amore ed era solita sussurrare formule magiche mentre somministrava le sue pozioni. Fu per questo accusata di stregoneria, additata come eretica e processata come fattucchiera. Il suo processo, portato alla luce dallo studioso reggiano Aldo Cerlini, è il primo in Italia di cui rimangono i verbali e nel quale, ancora prima dell’inquisizione, una donna è stata processata con l’accusa di  “mulier malefica”. «Pochi giorni dopo il processo, in quell’estate del 1375 a Reggio Emilia, Gabrina uscì dal tribunale marchiata a fuoco e con la lingua amputata. Non a caso fu scelta questa pena: Gabrina non sapeva né leggere e né scrivere. Venne così ridotta al silenzio».

Domenica 21 giugno si omaggerà questa esperta della natura, quella che è possibile definire la prima erborista reggiana: «Gabrina sa ascoltare, conosce la vita, sa essere madre, medico, amica, sorella compagna, complice, sempre solidale, mai malfida. Lei sa che l’amore è importante quanto la morte».

LA FESTA
L’omaggio si terrà non lontano dal centro della città di Reggio Emilia, in via Cugini, dove ora si trova un luogo dedicato proprio a lei, dove un gruppo di cittadini cura e fa crescere ciò che Gabrina aveva molto a cuore: le piante officinali.

Nato nel 2011 , grazie ad un finanziamento del bando comunale ” I Reggiani per esempio” e fatto crescere con la  passione e l’impegno di diversi volontari, “Il Giardino di Gabrina” è uno spazio in cui sono racchiuse più di 70 specie diverse di piante officinali e aromatiche, ambiente aperto e recettivo in cui è possibile partecipare alla cura condivisa del campo, imparare a conoscere e trasformare ciò che da questa natura proviene. Il giardino è anche una delle  “anime” dell’ Associazione Gramigna, costituita nel 2013, al cui interno partecipano diversi professionisti con l’intento di organizzare e promuovere attività inerenti all’educazione e al benessere e in cui l’aspetto sociale viene considerato il fondamento.

IL PROGRAMMA
Si partirà alle 17 con i laboratori creativi e espressivi con colori naturali creati da piante ed ortaggi, di disegno dal vero e di costruzione ed animazione di burattini legati alla figura di Gabrina.

Alle 18 ci sarà una visita guidata al giardino officinale, con  riscoperta dei riti della tradizione di San Giovanni. Alle 18.30 un aperitivo curato da Biosteria della Gabella e musica dal vivo con Francesco Garuti, che si esibirà all’Hang, prima della conclusione alle 21 con la rappresentazione teatrale “Il processo di Gabrina”, dedicato alla donna reggiana e messo in scena dalla compagnia MaMiMo.

Per informazioni, visita la pagina Facebook di Gramigna

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