2 luglio 2014Temi: , , Verso una riforma del Terzo Settore

imageLa Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, attraverso il presidente Vasco Errani, ha inviato al ministro del Lavoro e del Welfare Giuliano Poletti – e pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it – le proprie osservazioni al documento che rende note le “Linee guida per una riforma del Terzo Settore”.

Secondo la Conferenza, “la proposta di Linee guida per la riforma del Terzo Settore risponde a una esigenza diffusa di adeguare scenari e norme superate, facendo chiarezza e dando coerenza e regole nuove a un mondo sempre più ricco, articolato e dinamico di cui, con gli attuali strumenti, è difficile cogliere tutti gli aspetti e le potenzialità”. Tuttavia, continua il documento, “è difficile promuovere questa riforma senza collocarla in una visione più ampia di Welfare”. “Certamente il Terzo Settore è uno degli attori principali del Welfare – si osserva nel documento – ma è necessario introdurre alcune considerazioni sul passaggio ad un “nuovo welfare” di responsabilità pubblica, sia pure con una centralità di ruolo del Terzo Settore”.

Proprio per affrontare una nuova fase dello Stato Sociale, prosegue il documento, sarà necessario definire il quadro entro il quale si muovono le politiche sociali, soprattutto attraverso un’individuazione chiara dei diritti di cittadinanza previsti dalla Costituzione, passando anche per i Macro Obiettivi già proposti dalla Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel 2012, che ben si adattano anche all’Obiettivo Europeo dell’Inclusione e lotta alla povertà. In questi termini la collaborazione sistematica, la ricomposizione dei rapporti tra Stato e cittadini, tra pubblico e privato, si svolgerebbe nella chiarezza di ruoli”.

Tra gli altri temi affrontati nel documento: la revisione delle procedure di autorizzazione e accreditamento, la necessità di ridurre gli adempimenti burocratici, l’ampliamento delle categorie dei lavoratori svantaggiati, il potenziamento del 5×1000 che deve tutelare anche le realtà minori.

Regioni e Province autonome concordano inoltre pienamente sull’istituzione del Servizio Civile Nazionale Universale, sottolineando l’importanza di ridefinire i termini di finanziamento, con procedure più semplificate, riduzione dei tempi e apertura dei bandi ai giovani stranieri.

In ultimo, il documento ricorda l’importanza di introdurre un riferimento alle Società di Mutuo Soccorso, che potrebbero essere rivitalizzate in modo molto significativo, soprattutto per quanto riguarda la mutualità sanitaria integrativa relativa per le long-term care.

Le Regioni si augurano infine che per il riordino della normativa sul Terzo Settore siano avviate forme di collaborazione tra Governo, Regioni, Autonomie Locali ed anche Terzo Settore, “affinché la revisione legislativa sia organica e rispettosa delle competenze regionali in materia di indirizzi e di pianificazione”.

Il documento integrale

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